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Cronologia della vita di Sandro Pertini
a cura di Umberto Voltolina
25 settembre 1896 – Sandro Pertini nasce a Stella San Giovanni (Savona)
1916 -1918 – Sebbene contrario all’intervento italiano, si distingue come tenente dei mitraglieri durante la Grande Guerra
1918 – Dopo il congedo si iscrive al Partito Socialista
1921-1924 – Laurea in giurisprudenza a Genova e successiva in scienze politiche a Firenze
3 giugno 1925 – “L’avv. Sandro Pertini di Savona condannato a 8 mesi di detenzione per aver stampato e distribuito il volantino 'Sotto il barbaro dominio fascista' a Savona, Stella, Sassello”
1926 – Dopo il delitto Matteotti subisce varie aggressioni. Nella notte tra il 9 e il 10 giugno appende una corona con la scritta 'Gloria a Giacomo Matteotti' sotto la lapide a Mazzini nella fortezza di Savona
4 dicembre 1926 – Viene assegnato al confino di polizia per 5 anni. È ricercato dalla polizia fascista
10 dicembre 1926 – A bordo di un motoscafo partito dal porto di Savona, con Carlo Rosselli (assassinato a Parigi da sicari fascisti) e Ferruccio Parri (futuro capo della Resistenza) espatria a Nizza con Filippo Turati, il padre del socialismo riformista, morto in esilio a Parigi 1l 29 marzo 1932. Per aver partecipato all’espatrio clandestino viene condannato a 10 mesi di arresto
1927-1928 – Esule in Francia, esercita con grande dignità i più umili lavori manuali: pulitore di automobili e aiuto imbianchino. Svolge intensa attività politica. Nel dicembre del 1928 viene arrestato a Nizza per aver impiantato una stazione radiotrasmittente clandestina. Condannato a un mese con la condizionale
14 aprile 1929 – Dopo essere rientrato clandestinamente in Italia viene arrestato su delazione a Pisa. Processato viene condannato dal Tribunale speciale a 10 anni e 9 mesi di reclusione e a 3 anni di vigilanza a speciale. All’annuncio della condanna grida: ''Viva il socialismo, abbasso il fascismo''. Comincia il suo lungo calvario, prima a Regina Coeli poi all’Ergastolo di Santo Stefano, in cella d’isolamento. Da qui, essendo la sua salute peggiorata, viene inviato a Turi dove ebbe come compagno di prigionia Antonio Gramsci, infine nel carcere di Pianosa
23 febbraio 1933 – “A sua Eccellenza il Presidente del Tribunale Speciale: la comunicazione che mia madre ha presentato domanda di grazia in mio favore, mi umilia profondamente. Non mi associo, quindi, a simile domanda, perché sento che macchierei la mia fede politica, che più d’ogni cosa, della mia stessa vita, mi preme. Il recluso politico Sandro Pertini”
10 settembre 1934 – Trasferimento al confino a Ponza, in seguito alle Tremiti e infine a Ventotene.
20 agosto 1943 – Liberato alla caduta del fascismo, dopo 14 anni di prigionia sopportata con grande fermezza e dignità
23 ottobre 1943 – Nuovamente arrestato e condotto con Saragat al “Braccio della morte” del carcere romano di Regina Coeli
14 gennaio 1944 – Clamorosa evasione da Regina Coeli
Agosto 1944 – Partecipa alla liberazione di Firenze
Settembre 1944 – Paracadutato in Francia attraverso il Monte Bianco rientra a Torino e poi a Milano, dove riorganizza nel CNLAI la Resistenza. Conosce Carla Voltolina, giovane partigiana torinese, che sposerà nel 1946
25 aprile 1945 – Da Milano, con Emilio Sereni e Leo Valiani, proclama l’insurrezione generale
Aprile - dicembre 1945 – E’ segretario del partito socialista
1946 – Eletto alla Costituente
1947 – Direttore del “Lavoro “ di Genova
1948 – Eletto al Senato
1953 – Prima elezione alla Camera dei Deputati dove verrà sempre rieletto nella circoscrizione ligure. Medaglia d’Oro al valore militare
15 dicembre 1958 – Scrive a un giovane: “Sii sempre, in ogni circostanza e di fronte a tutti, un uomo libero e per esserlo sii pronto a pagare qualsiasi prezzo. Ma tu cesserai d’essere un vero uomo libero per divenire solo un libero animale egoista, se non ti adopererai perché libero come te sia il tuo vicino e se non comprenderai che gli uomini per essere liberi, è necessario prima di tutto che siano liberati dall’incubo del bisogno e se tu non ti preoccuperai che i tuoi simili possano egualmente godere dei beni della terra”
1963 – Eletto vice-presidente della Camera
1968 - 1976 – Presidente della Camera: “Io tengo il posto di Presidente della Camera con lo stesso animo e la stessa fede con cui tenevo il mio posto nella cella dell’ergastolo di Santo Stefano”
8 luglio 1978 – Presidente della Repubblica con 832 voti su 995 votanti: “ nella mia tormentata vita mi sono trovato più volte di fronte a situazioni difficili e le ho sempre affrontate con animo sereno, perché sapevo che sarei stato solo io a pagare, solo con la mia fede politica e con la mia coscienza. Adesso, invece, so che le conseguenze di ogni mio atto si rifletteranno sullo Stato, sulla nazione intera…dovrò essere il tutore delle garanzie e dei diritti costituzionali dei cittadini. Dovrò difendere l’unità e l’indipendenza della nazione… Non posso in ultimo non ricordare i patrioti con i quali ho condiviso le galere del tribunale Speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è formata alla scuola del movimento operaio di Savona e che si è rinvigorita guardando sempre ai luminosi esempi di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di Don Minzoni e di Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di carcere. Ricordo questo con orgoglio, non per ridestare antichi risentimenti, perché sui risentimenti nulla di positivo si costruisce, né in morale né in politica. Ma da oggi io cesserò di essere uomo di parte. Intendo essere solo il Presidente della Repubblica di tutti gli italiani, fratello a tutti nell’amore di patria e nell’aspirazione costante alla libertà e alla giustizia.”
29 giugno 1985 – Lascia il Quirinale e torna in Parlamento come Senatore a vita: “I giovani, a mio avviso, non hanno bisogno di discorsi, hanno bisogno di esempi: esempi di coerenza, di onestà e di rettitudine. Questi esempi devono partire da noi anziani. Se la classe politica vuole farsi rispettare deve dare questo esempio di rettitudine e coerenza, allora i giovani guarderanno con affetto e stima a noi anziani”
24 febbraio 1990 – Muore nella sua casa romana

''...Noi anziani stiamo per chiudere la nostra giornata, stiamo per avviarci verso la notte che non conoscerà più albe: ebbene io vorrei avviarmi con animo sereno verso questa notte e mi potrò avviare con animo sereno se saprò che i nostri giovani raccoglieranno il patrimonio politico e morale della resistenza e dell’antifascismo, se non permetteranno che sia disperso e lo custodiranno per tramandarlo alle altre generazioni…



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