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Rassegna stampa
Guido Rossi: 'Il sistema si è autodistrutto'
di WALTER GALBIATI
«I derivati sono proliferati come la fantasia di Alice nel paese delle meraviglie». E il mercato è sprofondato in una crisi tale perché si è praticamente «autodistrutto». Tra le cause, il conflitto di interessi, che «nel capitalismo finanziario è diventato incontrollabile». È un Guido Rossi disincantato quello che a margine della presentazione del suo libro ''Il mercato d´azzardo'', ultimo di una trilogia pubblicata da Adelphi, cerca di spiegare le origini e i motivi dell´attuale crisi che attanaglia i mercati. E che per l´ex presidente della Consob, è «più grave della crisi del ‘29».
Come è stato possibile arrivare a questo punto?
«Gli strumenti finanziari sono andati fuori controllo. Le autorità di vigilanza sono state costrette a peccare di negligenza per la complessità dei prodotti. Si doveva, invece, controllare chi li faceva».
Le leggi, quindi, non si sono mostrate adeguate?
«La crisi è iniziata con l´abolizione (avvenuta nel 1999 ndr) del Glass-Steagall Act, la norma introdotta dopo la crisi del ´29 che imponeva la separazione delle banche commerciali da quelle di investimento. E le origini si possono ravvisare in un episodio del ‘93, quando le prime dieci banche d´affari di New York vennero condannate a risarcire i danni creati dai loro stessi conflitti di interesse. Allora gli analisti consigliarono alle proprie reti commerciali di vendere titoli di società che da lì a pochi giorni sarebbero fallite. Fu un buco da 1,4 miliardi di dollari e solo 385 milioni tornarono nelle tasche dei risparmiatori».
Un gigantesco conflitto di interessi. Nessuno ha controllato ...
«Il capitalismo finanziario è stato più abile di tutti gli organismi di vigilanza. La Sec ha dovuto creare addirittura un nuovo organismo per controllare i bilanci, ma non è bastato».
Ma il libero mercato non si doveva regolare da sé?
«Il libero mercato non è più prodromico della democrazia, fu sbandierato da Milton Friedman a sostegno di Pinochet. Adam Smith prevedeva, invece, la necessità che lo Stato controllasse il mercato. Secondo una tesi di Robert Reich, contenuta nel suo libro ''Supercapitalismo'', prima della fine degli Anni 70 esisteva un capitalismo democratico. Dopo è iniziato il supercapitalismo, un periodo in cui la concorrenza sfrenata, pur abbassando i prezzi, ha affievolito la democrazia, i diritti di libertà, la sicurezza sul lavoro, la tutela dell´ambiente. Tutte le leggi si sono piegate alla volontà delle grandi corporation e delle grandi banche, che da sole hanno fatturati superiori a quelli di intere nazioni».

Fonte: la Repubblica, 18 marzo 2008



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