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Rassegna stampa
Così i miei poveri diventano imprenditori
di MUHAMMAD YUNUS
Molti sono convinti che il microcredito sia utile soltanto ai poveri che hanno capacità imprenditoriali e che di questi non ve ne siano molti. ''Con i poveri, nel 90 per cento dei casi, la cosa non funziona. Non hanno il senso degli affari''. Sentire queste cose mi fa arrabbiare. E' sbagliato. La verità è che tutti gli esseri umani, senza eccezioni, hanno capacità imprenditoriali. Fa parte della nostra natura. Il fatto che tali capacità siano riconosciute ad alcune persone, e ad altre no, dipende dalla società in cui viviamo. Ad alcuni, non è stata offerta l'occasione di manifestare quella capacità, e tuttavia esse esistono.
Ci accorgemmo di questo fin dal primo esperimento fatto con le donne alla Grameen Bank. All'inizio dicevano: ''Devi dare un prestito a mio marito, è lui che si occupa del denaro''. Ritenevano di non avere alcuna capacità imprenditoriale. Oggi, la nostra banca ha 7 milioni e mezzo di mutuatari/proprietari di cui il 97 per cento sono donne. Le donne indigenti svolgono un ruolo eminente anche nel consiglio di amministrazione della banca, che ha 27.000 dipendenti e 2.500 filiali.
Liberare le capacità imprenditoriali è come saggiare il sottosuolo o fare trivellazioni in cerca di petrolio. Si sa che il petrolio c'è, si tratta soltanto di capire come arrivarci e in che modo estrarlo dal terreno. Ci potrebbero essere delle false partenze, ma alla fine verrà estratto. Lo stesso vale per le capacità imprenditoriali. Sono un dono interiore. Una volta che si è capito di possederle, si tratta soltanto di liberarle dall'involucro e di metterle in azione. Nulla offre una dimostrazione migliore di questa realtà dell'esperienza che abbiamo fatto in Bangladesh con i mendicanti. Quando una donna o un uomo si riducono a mendicare, ciò vuol dire che a quel punto della loro vita tutte le alternative hanno fallito. La sola cosa che possono fare per nutrire se stessi e i loro figli, è mendicare. Ben presto, l'andare di casa in casa a chiedere la carità, diventa per loro una routine quotidiana.
Abbiamo detto a questi mendicanti: ''Perché quando andate di porta in porta a mendicare non portate con voi un pò di mercanzie da vendere? Qualche biscotto, un pò di dolci o dei giocattoli per i bambini. Dopo tutto, dovete andarci comunque, non si tratta di fare un lavoro in più. Se la cosa non dovesse funzionare, tornerete a mendicare. Ma almeno, in questo modo, avete un'alternativa. Non avrete più bisogno di fare affidamento solo sulla carità, potrete guadagnarvi da vivere''. Per comprare le mercanzie, abbiamo prestato loro in media tra i 5 e i 20 dollari, con il patto di restituirli con ciò che avrebbero guadagnato.Oggi, i mendicanti che partecipano a questo progetto sono circa 100.000. Nessuno di loro è mai stato addestrato, gli abbiamo solo dato il denaro e gli abbiamo detto di pensare a cosa vendere. Tra quei mendicanti, diecimila sono diventati imprenditori a tempo pieno. Alcuni, ora, sono dei ''personal shoppers''. Spesso capita che una donna debba stare a casa e non possa andare al mercato. Così, quando arriva il mendicante, la donna gli darà addirittura la lista della spesa con le cose da acquistare. Gli altri 90.000 mendicanti che partecipano a questo programma sono quelli che definisco mendicanti ''part-time'', i quali, secondo i tempi, si stanno avviando a non dover più fare assegnamento sull'accattonaggio. Mi piace dire che queste persone stanno ''ristrutturando la loro attività economica'', chiudendo il settore ''accattonaggio'' e creando un settore ''vendite''. Per fare questo, occorre tempo.
E' straordinario vedere come il prestito di soli 20 dollari possa trasformare in modo radicale la vita di un mendicante. Quando chiedo a queste persone come è cambiata la loro vita, mi rispondono: ''Quando eravamo mendicanti la gente, molto spesso, neanche apriva la porta. Ci parlava dalla finestra. Ora che sanno che portiamo qualcosa, aprono e ci fanno sedere. A volte arrivano di corsa anche i bambini per vedere cosa abbiamo portato''.
Non è del denaro che parlano questi nuovi imprenditori, ma del rispetto e dell'apprezzamento che essi oggi ricevono. Sono passati dall'umiliazione di essere dei mendicanti che bussano alla porta di tutti, alla condizione di viaggiatori di commercio che svolgono il loro lavoro con dignità. Si tratta davvero di un enorme beneficio a fronte di un investimento di pochi dollari.
(Traduzione di Antonella Cesarini)
Distribuito da Tribune Media Service

Fonte: la Repubblica, 15 novembre 2007



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