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Rassegna stampa
Strage di S. Anna, ergastolo confermato a tre nazisti
Il sì definitivo della Cassazione, che li riconosce responsabili
ROMA - Tre ergasotoli sessantatrè anni dopo. Adesso la strage di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) è davvero storia. Il conto non è più aperto. L’ultima pagina della sorprendente cronaca giudiziaria di questa dolorosa vicenda, 564 civili uccisi dalle SS il 12 agosto del ’44, l’ha scritta ieri la prima sezione della Cassazione. I giudici hanno confermato la sentenze emesse dalla corte militare d’appello nel novembre del 2006. E prima ancora, nel 2005, dal tribunale militare di La Spezia. Sempre lo stesso verdetto: ergastolo. Alla fine gli imputati sono l'ufficiale Gerhard Sommer, classe 1921, e i sottufficiali Georg Rauch stessa annata del suo superiore, e Karl Gropler, nato nel ’23. Tutti residenti in Germania.
Bocciata la tesi del Pg Vittorio Garino, che aveva chiesto l'annullamento della sentenza e un nuovo processo. Infondate, per il collegio, presieduto da Torquato Gemelli, le motivazioni dei ricorsi presentati dagli imputati, che dovranno pagare le spese processuali e risarcire 4 mila euro alle parti civili. E ieri, in aula, alla lettura del provvedimento non c’erano solo il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, e il presidente della provincia di Lucca, Stefano Baccelli, che, insieme alla Regione Toscana e alla presidenza del Consiglio, si sono costituti parti civili. C’erano anche alcuni dei 52 sorpavvissutti all’orrore, come Mauro Pieri, scampato solo perché coperto da due cadaveri, e la delegazione dei superstiti di Sant'Anna. Il tribunale fin dall'inizio ha scelto di incriminare solo ufficiali e sottufficiali, ma non i soldati semplici che avevano parteciparono alle stragi. Mauro Pieri, che oggi ha 75 anni, si è commosso. A Sant’Anna ha perso la madre, due fratelli e una sorella. Ha visto uccidere 41 parenti. «Dopo 63 anni non potevamo essere più contenti - commenta - Gli ex militari tedeschi non andranno in carcere? Lo sapevamo dal primo grado di giudizio, ma la decisione della Cassazione è importante perché restituisce giustizia e chiude una pagina di storia terribile».
Il 12 agosto del ’44 quattro compagnie delle SS arrivarono nel piccolo paese sulle colline della Versilia. Dove, dalla costa, si erano rifugiati decine di sfollati, anche Elio Toaff. Tutti gli abitanti del paese, circa 300: 42 bambini, 8 donne incinte, e molti anziani, vennero radunati nel sagrato e uccise a colpi di mitra. I corpi bruciati. Scendendo a valle, le SS infierirono su tutti quelli che incontrarono.
E’ l’estate del ’94, quando il procuratore militare di Roma, Antonino Intelisano, trova un armadio nello scantinato della procura militare. Ci sono 695 fascicoli “archiviati provvisoriamente”, riguardano tutti crimini di guerra commessi da tedeschi e repubblichini. C'è anche parte della documentazione relativa al massacro di Sant'Anna. L’inchiesta viene riaperta. Il 20 aprile 2004 comincia il processo. E adesso la decisione della Cassazione potrebbe costituire un precedente. Sono quattro i processi, in corso o in attesa di cominciare davanti al tribunale militare della Spezia, per le stragi compiute dalle truppe naziste in ritirata nel ’44 nell'Appennino Tosco Emiliano. Si aggiungono ai sei procedimenti che hanno già visto le sentenze, come quello per l’eccidio di Marzabotto (Bologna), in fase d’appello.

Fonte: Il Messaggero, 9 novembre 2007



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