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Le parole del Presidente
La libertà
Il fascismo è caduto, ma lascia sul suo cammino sangue, miseria, rovine
Lavoratori milanesi,
le catene che il fascismo vi aveva imposte per asservirvi alla sua dittatura sono spazzate, la libertà splende su di voi e la rossa bandiera torna a sventolare nel cielo d’Italia, indicando alla classe operaia la meta del suo riscatto: il socialismo.
In quest’ora di giubilo vada il nostro saluto alle vittoriose armate delle Nazioni Unite, che, con la loro potenza ed il loro eroismo, sono riuscite a piegare il mostro nazi-fascista.
Vada la nostra riconoscenza ai fieri partigiani, che, privi di mezzi, armati solo di profondo amore per la libertà e di odio implacabile per il nemico imponendosi sacrifici di ogni genere hanno per lunghi mesi tenacemente lottato contro il nazifascismo dimostrando al mondo intero che il popolo italiano non è un popolo di vili e con le sue stesse forze egli vuole risollevarsi dall’abisso in cui è stato gettato dalla criminosa follia fascista.
Per la lotta sostenuta con tanta abnegazione e con tanta virtù da questi figli della classe lavoratrice, per la fierezza con cui i lavoratori hanno saputo affrontare durante la dominazione nazi-fascista sacrifici, persecuzioni e il plotoni di esecuzione, il popolo italiano sarà domani padrone del proprio destino.
Lavoratori, il fascismo è caduto. I componenti di questa associazione a delinquere, sino a ieri feroci, perché si appoggiavano alla brutale forza nazista, questa forza crollata, sono fuggiti appena l’insurrezione popolare è esplosa. Il capo di questa associazione a delinquere, Mussolini, mentre giallo di livore e di paura tentava di varcare la frontiera svizzera, è stato arrestato. Egli dovrà essere consegnato ad un tribunale del popolo, perché lo giudichi per direttissima. E per tutte le vittime del fascismo e per il popolo italiano dal fascismo gettato in tanta rovina egli dovrà e sarà giustiziato. Questo noi vogliamo, nonostante che pensiamo che per quest’uomo il plotone di esecuzione sia troppo onore. Egli meriterebbe di essere ucciso come un cane tignoso.
Il fascismo è caduto, ma lascia sul suo cammino sangue, miseria, rovine.
Questo è il disastroso risultato di vent’anni di dominazione fascista. Lo ricordiamo soprattutto a coloro che al fascismo ed al suo capo hanno sino ad ieri applaudito, pronti oggi a mettersi sotto una delle insegne politiche trionfanti per rifarsi una verginità cento volte perduta e per realizzare quelle ambizioni che non sono riusciti a realizzare sotto il fascismo.
Non vale però recriminare. E’ necessario per noi e per coloro che dopo noi verranno, metterci subito al lavoro per ricostruire la nostra patria ancora sanguinante.
Noi socialisti, non intendiamo sottrarci a questo inderogabile dovere. In quest’opera di ricostruzione intendiamo metterci alla testa del popolo italiano. Ma non vogliamo che sulle presenti rovine si costruisca la vecchia società con i suoi privilegi di classe; su queste rovine noi vogliamo gettare le fondamenta della futura società socialista.
Per questo noi socialisti affermiamo, che il taglio con il passato deve esser netto e che la vecchia classe dirigente, responsabile del fascismo, e quindi responsabile anche di questa rovinosa guerra, deve essere combattuta e stroncata; per questo vogliamo che la classe lavoratrice si impossessi del potere politico.
Essa è ben degna di assumerlo, perché gettando nella guerra di liberazione i figli suoi migliori, ha dimostrato d’essere consapevole della missione affidatale dalla storia.
Badate, però, lavoratori, che da oggi ha inizio per voi una lotta forse più dura e difficile di quella sostenuta sotto il fascismo. Le forze della reazione non son morte col fascismo, ma strette intorno alla monarchia, per sua natura conservatrice reazionaria, cercano di sbarrarvi il cammino che conduce al vostro riscatto. Nessun compromesso deve essere fatto con queste forze, contro di esse è necessario lottare con implacabile odio, con ferma decisione per impedire che possano riprendersi e consolidare le loro posizioni.
Per questo noi socialisti oggi chiediamo le dimissioni di Bonomi, di questo uomo che rappresenta troppo il passato; che nel 1921 Presidente del Consiglio ha assecondato il fascismo sul suo nascere e che oggi, dimostrando una congenita estrema debolezza, non sa o non vuole opporsi con fermezza alle forze della reazione, le quali cercano di rimontare la corrente che sta per travolgerle, onde imporre ancora una volta alla classe lavoratrice il loro dominio.
Per questo, noi socialisti intendiamo e chiediamo che l’attuale Governo sia radicalmente rinnovato. Del nuovo Governo dovranno far parte i rappresentanti delle forze sinceramente democratiche e uomini che il fascismo abbiano combattuto sin dall’inizio, e che dimostrino con il loro passato di avere veramente a cuore le sorti della classe lavoratrice.Solo così non sarà vano il sacrificio compiuto da tanti patrioti caduti sotto la feroce dominazione nazifascista in nome della libertà.Solo così potremo soddisfare la sete di verità e di purezza così fortemente sentita dalle giovani generazioni cresciute sotto il fascismo e che troppe vergogne e troppi tradimenti hanno conosciuti.
Solo così il popolo italiano potrà risorgere a nuova vita e conquistare quelle libertà democratiche che apriranno alla classe lavoratrice la strada della sua vera e completa emancipazione.


Milano, 27 aprile 1945

Fonte: Interna

Autore: DC



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