Fondazione Sandro Pertini - Sito Ufficiale


Rassegna stampa
Il dovere di ricordare
di IGOR MAN
LIBERAZIONE - 25 aprile: è come tornare indietro nel tempo, alla giovinezza bella spesa in larga misura a combattere la bestia nazifascista affinchè la nostra Patria ritrovasse pace e dignità.
Fu, quella della Resistenza, la stagione della grande speranza.
Accadimenti ignobili ci costringono ora a una tormentosa domanda: è stata tradita quella speranza ovvero s'è compiuta? Sappiamo che in Piemonte la Resistenza fu forte e convinta e niente affatto minoritaria, come (per forza di cose) in altri luoghi d'Italia. Cuneo, città medaglia d'oro, si identifica con Duccio Galimberti, eroe-martire della Resistenza ma non c'è angolo del Piemonte che non abbia partigiani, vecchi soltanto anagraficamente, orgogliosi della propria storia di combattenti della Libertà. Ebbene, proprio nel risorgimentale Piemonte alcuni repubblichini avevano pensato di organizzare, per il prossimo maggio, a Condove, un raduno di reduci francesi della spietata divisione Waffen SS Charlemagne che combattè a Berlino a difesa del bunker di Hitler. No, la grande speranza non è stata tradita come insegna il recente trionfo elettorale della gente pulita. Tuttavia nubi invero nere turbano l'orizzonte del nostro paese. E' parecchio tempo (troppo) che in nome d'un coriaceo revisionismo gabellato per storico si stia cercando: a) di ridurre la Resistenza a un fatto minoritario; b) di sfigurarla parlandone come di una sterile guerra civile e di ridimensionarla nella sua valenza bellica. Tutto ciò lascia indifferenti non foss'altro perchè documenti angloamericani, e sinanco germanici, comprovano il ruolo non certo determinante ma senz'altro importante della Resistenza sul piano militare. Preoccupa quel che sta; dietro codesto neorevisionismo. Dietro vediamo l'ombra infame del negazionismo, dell'odio in funzione d'un ribaltone indecente: i partigiani tutti banditen, i repubblichini tutti candidi gigli. Da amorosamente curare equiparandoli, loro, quelli di Salò, ai combattenti della Libertà. Quando i vecchi non ci saranno più, la Resistenza diventerà straccio per pavimenti: questo il calcolo dei reducisti neri, che, graziati dalla democrazia, da Coltano sono arrivati a Montecitorio.
Per impedire ogni truffa storica abbiamo un'arma potente: la Memoria. Sull'esempio di Carlo A. Ciampi, il presidente che lavora per saldare il Risorgimento alla Resistenza, dobbiamo impegnarci ad alimentare la Memoria. Con gli scritti, le testimonianze. E questo per non mandar disperso il ricordo di chi sacrificò la giovinezza prima, anche la vita, affinchè l'Italia fosse libera e padrona del suo futuro.

Fonte: La Stampa, 25 aprile 2005



| Home  | Fondazione  | Attività  | Risorse  | Links  | Contatti  | Admin |