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Rassegna stampa
Di notte mi sveglio, penso a Sandro e ai cecchini nazisti sui tetti di Milano
Carla Voltolina, vedova di Pertini, ricorda quelle giornate di lotta per la Liberazione
di PAOLO BERIZZI
Ci sono tanti di quei ricordi, immagini, flash, stampati nella mente, che ancora oggi, dopo 60 anni, certe notti Carla Voltolina non riesce a dormire. Dice che quando si è in età, lei va per gli 84 (''Sarà pure civetteria, ma dicono che non li dimostro'', sorride), di ore di sonno ne bastano poche. ''Però capita che mi sveglio di colpo. E davanti agli occhi ho i nazifascisti appolstati sui tetti di Milano. Coi fucili spianati. E noi che scappiamo, e cerchiamo rifugio ogni volta in un posto diverso. E poi penso a Sandro, sempre. Alle violenze che ha subito, le torture, le bastonate, il carcere. A tutto quello che mio marito ha fatto per la libertà. A quei valori, come l'uguaglianza e la giustizia, che oggi non ci sono più, ma che vorrei tanto tornassero..''.
La partigiana Carla Voltolina, vedova di Sandro Pertini, il presidente della Repubblica più amato dagli italiani, parla con un filo di voce. Ma infonde una grande carica. Oggi, alla festa per il 60° anniversario della Liberazione, in piazza Duomo, a Milano, ci sarà anche lei. E come poteva mancare. ''Io c'ero nel '45, e ci sarò oggi''. Questa mattina un'auto con autista del Quirinale la aspetterà sotto casa - la storica mansarda arrampicata sopra la Fontana di Trevi dove viveva con il marito - e la porterà a Milano. ''Sono i privilegi delle vedove dei presidenti, ma io avrei preso volentieri il mio treno''.
Signora Voltolina, suo marito è un simbolo della Resistenza e dell'antifascismo. E lei pure. Quali sensazioni prova alla vigilia della grande manifestazione di piazza del Duomo?
''Una gioia immensa e, allo stesso tempo, brividi. Brividi al solo ricordo di cosa avvenne allora in questa città''.
Racconti.
''I nazifascisti occupavano ogni strada, ogni piazza. Sandro, che sarebbe poi diventato mio marito, nel '45 con Leo Valiani e Luigi Longo fu tra gli organizzatori dell'insurrezione milanese. Ricordo che ci davano la caccia dappertutto, e se sono viva lo devo anche alle portinaie di Milano'',
Le portinaie?
''Sì, le portinaie dei palazzi dove trovammo rifugio. Ci aiutavano, ci mettevano a disposizione dei nascondigli. Sono state donne di grande coraggio, donne rimaste anonime ma, in un certo senso, eroine''.
Anche lei lo è stata.
''Io sono stata una staffetta partigiana. Prima a Torino, dove sono nata, poi nelle Marche, dove venni arrestata dalle SS, e poi a Roma e a Milano. Ma odiavo la violenza, non la sopportavo. Infatti non giravo armata''.
Torniamo a Milano. Al '44 - '45...
''Studiavo alla Bocconi. Ero scappata da Torino perché là ormai ero troppo conosciuta. Sandro veniva in università, insegnava ai giovani l'importanza della libertà''.
Che stavate a mano a mano conquistando.
''E' stata una lotta incredibile. La notte si dormiva nello studio di un compagno avvocato, si chiamava... non mi ricordo... Ecco, si dormiva in questo studio, pancia a terra, dietro un'intercapedine o sotto la scrivania''.
Sono passati 60 anni.
''Ancora oggi i nazifascisti mi appaiono negli incubi. Li vedo ancora lì, appostati sui tetti a sparare sulla gente che passa in strada. E mi torna sempre alla mente un ragazzo ucciso a fucilate, accanto a me. Era già a terra, e quelli continuavano a sparare''.
28 aprile 1945. Due giorni dopo il comizio di suo marito in piazza Duomo, Mussolini viene fucilato e poi esposto in piazzale Loreto.
''Pensi che Sandro sgridò i compagni che si accanivano sul cadavere di Mussolini. Lui che veniva da anni di torture e persecuzioni, aveva ancora la forza e la misura per rimproverare chi infieriva. Questo era Pertini''.
Con chi sfilerà a Milano, signora Voltolina?
''Mi conoscono tutti, sono tutti affettuosi con me. Porterò in corteo la mia bandiera dell'Italia, è piccinina piccinina. La porto sempre quando giro l'Italia. Io vivo per Sandro, mi chiamano dappertutto: inaugurazioni, cerimonie. So che in piazza Duomo ci sarà Ciampi...''.
Berlusconi no, doveva venire ma poi ha preferito partecipare solo alla cerimonia del Quirinale.
''Meglio così''.
Perché?
''Non conosce i valori della Liberazione. Fossero tutti come lui, questo anniversario non si festeggerebbe''.
C'è un partito e un politico nel quale si riconosce?
''Ho votato Marrazzo, è serio e preparato. Per il resto, ero e resto socialista''.
I socialisti oggi non sono proprio quelli di un tempo.
''Non lo so, non li frequento''.

 

Fonte: La Repubblica, 25 aprile 2005

Autore: DC



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