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Rassegna stampa
Il terrorismo e la lezione di Pertini
A Milano una mostra sull'ex Presidente. Casini: disse sempre no a ipocrisie e compromessi
di BRUNELLA GIOVARA
Adesso, ''mentre palpitiamo per la sorte delle due ragazze italiane rapite'', adesso, ''tra le forze politiche del nostro Paese sono emersi segnali positivi che è indispensabile non disperdere e anzi valorizzare''. Senso di responsabilità, e quella ''concordia nazionale'' che è indispensabile ora che ''il terrorismo ha assunto una dimensione planetaria''. Così Pier Ferdinando Casini, presidente della Camera, ieri a Milano per inaugurare una mostra su Sandro Pertini organizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Partigiane presieduta da Aldo Aniasi.
Un uomo e un politico assai speciale, Pertini, che ha sempre condannato il terrorismo e ha sempre dimostrato ''una ribellione viscerale a coloro che, quando la logica del terrore tentava di spingere il Paese nel baratro del caos, affermavano di non stare 'né con le Br né contro le Br'. Un atteggiamento ipocrita e agnostico che gli ricordava quello di tanti italiani nel buio del fascismo''. E oggi, in un momento in cui ''nessuno può sentirsi al riparo dai barbari assalti del terrorismo, la scelta di campo di Sandro Pertini, chiara, netta, senza riserve o tentennamenti, ci indica la via da seguire per affrontare con successo la sfida dell'odio e della disgregazione''.
Per Casini quella contro il terrorismo è ''una sfida che si può vincere solo nell'unità del Paese de della comunità internazionale, mettendo da parte l'illusione fragile e autolesionista di poter venire a patti con chi offende brutalmente la dignità dell'uomo e di diritti che vi si radicano, e liberandosi una volta per tutte alle logiche di parte''.
''Da vecchio partigiano fece capire al popolo italiano che contro il terrorismo bisognava resistere'', ha rimarcato Antonio Maccanico, che fu vicesegretario della Camera e segretario generale del Quirinale. Maccanico ha anche ricordato quanto disse Giuseppe Saragat quando Pertini venne eletto presidente della Repubblica: ''E' un grande eroe della lotta per la liberazione dell'Italia''. Quindi ha raccontato alcuni aneddoti di Pertini presidente della Camera (''fu l'impersonificazione dell'imparzialità'') e di quando era presidente della Repubblica. ''Venne invitato a colazione dal Santo Padre, era un fatto nuovo e clamoroso. Non volle che la notizia venisse diffusa. Volle che rimanesse segreta perché così era stato concordato''. Ma il segreto venne mantenuto solo a metà: ''Pertini mi disse che non doveva sapere nessuno di questa visita, neppure il governo. Io però avvisai comunque il presidente del Consiglio che allora era Cossiga. La notizia non uscì''.
La mostra (''Pertini. Un secolo di storia italiana'') durerà fino al 24 ottobre, al Palazzo Ragione di piazza Mercanti. All'ingresso dell'esposizione una frase di Pertini (ieri molto apprezzata dalla moglie Carla Voltolina, che ha inaugurato la mostra): ''I più pensano che in politica bisogna far tacere la coscienza e che quindi vi sia una morale per l'uomo politico ed una per l'uomo privato. Per me la morale è una sola: chi è canaglia nella vita politica resta canaglia anche nella vita privata'':

Fonte: La Stampa, 28 settembre 2004

Autore: DC



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