Le parole del Presidente
La Pace
33° Anniversario delle Nazioni Unite
Italiani,
il nostro Paese celebra oggi, come tutte le altre Nazioni del mondo, il 33° Anniversario delle Nazioni Unite, riaffermando gli ideali di pace e di collaborazione universale che sono alla base della loro Carta.
Nata dalla catastrofe della guerra, l’Organizzazione delle Nazioni Unite è chiamata, oggi più che mai, ad assolvere un ruolo di fondamentale importanza a favore di tutti i popoli della terra, al di fuori di ogni barriera di razza, di cultura e di struttura sociale.
E’ significativo che proprio la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo sia stato il primo documento di valore universale adottato dall’appena nata Organizzazione nel 1948.
Molta strada è stata percorsa da allora e concreti progressi sono stati fatti in quella direzione, progressi ai quali anche l’Italia ascrive a proprio onore di aver dato il suo contributo. Resta, tuttavia, da percorrere un lungo cammino affinché la Dichiarazione universale trovi piena applicazione in ogni parte del mondo. In molti, troppi, paesi sono tuttora violati i più elementari diritti umani, che stanno alla base della Carta delle Nazioni Unite. Io, che ho combattuto tutta la vita per l’affermazione di questi diritti contro la tirannide, non posso non elevare la più vibrata protesta.
Con la Sessione Speciale dell’Assemblea Generale della scorsa primavera le Nazioni Unite hanno concentrato la loro attenzione su un’altra grave minaccia per il futuro dell’umanità: la questione degli armamenti. Non si è trattato soltanto di un’attenzione formale, ma dell’espressione del convincimento profondo che sia giunto ormai il momento di compiere uno sforzo decisivo, tale da rovesciare la tendenza al riarmo ed a rompere la spirale che porta la maggioranza degli Stati a dotarsi di armamenti qualitativamente sempre più sofisticati e, quindi, più distruttivi.
In questa prospettiva noi dobbiamo riaffermare l’impegno a sostenere le Nazioni Unite. A tal fine, tanto più valido sarà il contributo che potremo dare, quanto più noi tutti, uomini di Governo e cittadini, saremo vigili nel salvaguardare quegli ideali di libertà e di giustizia che sono frutto di una scelta comune di civiltà per tutti i popoli della terra e base indispensabile per ogni civile convivenza fra uomini e fra Stati.
Roma, 24 ottobre 1978
Interna
DC