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Convegno
Tempi e costi della giustizia penale: crisi e rimedi
Roma, 25 maggio 2007
In qualsiasi sistema giuridico il processo penale costituisce strumento essenziale al raggiungimento di una convivenza sociale nella quale la legalità sia la norma e non l’eccezione.
E’ ben nota l’evoluzione storica del ruolo della pena e dei suoi obbiettivi e la sua trasformazione da una funzione esclusivamente retributiva ad una funzione anche rieducativa o risocializzante del condannato, da strumento a garanzia del potere a strumento a garanzia della collettività e dello sviluppo della persona.
E’, forse, meno noto che strumenti essenziali per il conseguimento di tali obbiettivi sono la rapidità, la certezza e l’umanità della pena.
Beccaria scriveva: “Quanto la pena sarà più pronta e più vicina al delitto commesso ella sarà tanto più giusta e tanto più utile. Più giusta, perché risparmia al reo gli inutili e fieri tormenti dell’incertezza e perché la privazione della libertà essendo una pena, essa non può precedere la sentenza se non quando la necessità lo chiede.... . Più utile, perché quanto è minore la distanza del tempo che passa tra la pena ed il misfatto, tanto è più forte e più durevole nell'animo umano l'associazione di queste due idee, delitto e pena, talché insensibilmente si considerano uno come cagione e l'altra come effetto necessario immancabile...”.
Se guardiamo, oggi, al tempo medio che passa tra il momento in cui è commesso il reato e il momento dell’inizio dell’esecuzione della pena inflitta al condannato, possiamo affermare che il nostro sistema è distante anni luce dai principi di civiltà che Cesare Beccaria scrisse nel lontano 1763 nell’opera “Dei delitti e delle Pene”.
L’attuale durata del processo italiano costituisce una gravissima lesione dei diritti fondamentali della persona umana e incide fortemente sui livelli di legalità sintomatici del grado di civiltà e di democrazia del nostro paese ripetutamente messo in stato di accusa, per questa ragione, dagli organismi di giustizia europei.
L’obiettivo di questo convegno, organizzato dalla Fondazione Sandro Pertini e dall'Associazione Isonomia, è quello di offrire concrete proposte di modifica dell’attuale sistema con l’occhio rivolto esclusivamente all’interesse del cittadino e della collettività.

Sala del Refettorio - San Macuto
Via del Seminario, Roma
Venerdì 25 maggio 2007
ore 9,30 – 17,30

PROGRAMMA 
Comitato scientifico coordinato da Antonio Fiorella:
Mario Almerighi, Giovanni Ariolli, Carlo Brusco, Vania Cirese, Paolo Iorio, Giuseppe La Greca, Adelmo Manna, Mario Scialla, Rosalba Turco.

Segreteria organizzativa:
Cinzia Ferretti, Ugo Viale, via GregorioVII, 269, 00165 Roma
Tel: 06.39735051 / 06.39735200
Fax: 06.39735699  e-mail: rositu@tiscali.it

PRESIEDE 
OSCAR LUIGI SCALFARO
PRESIDENTE EMERITO DELLA REPUBBLICA

SALUTI
ALESSANDRO CASSIANI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA

GUIDO ALPA
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

MARIO DELLI PRISCOLI
PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE DI CASSAZIONE

MASSIMO PINESCHI
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

CLEMENTE MASTELLA
MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

INTRODUZIONE
MARIO ALMERIGHI E PIETRO PIERRI

RELAZIONI
GERARDO D’AMBROSIO, ANTONIO FIORELLA, CARLO FEDERICO GROSSO

INTERVENTI
GIOVANNI ARIOLLI, PINO ARLACCHI, CARLO BRUSCO, EDMONDO BRUTI LIBERATI, PIERO ALBERTO CAPOTOSTI, LEOPOLDO ELIA, PAOLO IORIO, GIUSEPPE LA GRECA, ADELMO MANNA

TAVOLA ROTONDA COORDINATA DA UGO LONGO
EMMANUEL BARBE, VANIA CIRESE, PATRICK CURRAN, GIULIANO PISAPIA, PINO PISICCHIO, GIUSEPPE RICCIO, CESARE SALVI

CONCLUSIONI
MARIO ALMERIGHI



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